Gita al Faro di Pila

Bentornati amici,
Il sabato appena passato, il 17 febbraio, alcuni nostri soci hanno affrontato il primo appuntamento di quest’anno nell’avventura de “Il sabato nel Delta”. L’uscita, già programmata per la settimana precedente, ma rinviata per le avverse condizioni metereologiche, è stata recuperata nonostante anche in quest’occasione il tempo non fosse dei migliori.
Sprezzanti dei consigli del meteo, che suggerivano di restare a riposare al caldo e alle comodità domestiche, i nostri amici, Piergiorgio, Rosito, Luca R. e Sergio, accompagnati dai nostri istruttori, Luca, Stefano e Alessandro, si sono dati appuntamento di buon’ora presso la sede della nostra associazione, per raggiungere insieme il luogo prestabilito.

Quest’uscita prevedeva un circuito ad anello con sosta presso la spiaggia di Pila, nel Delta del Po, in provincia di Rovigo.
Pila è una frazione del comune di Porto Tolle. È un paese relativamente piccolo ed ospita una comunità di persone volte soprattutto alla pesca. Sebbene la pesca sia la mansione più praticata, si pensa che il nome derivi dalle pile impiegate per la pulizia del riso, che si produceva in tutta l’area.
L’unico dubbio, come detto, era la presenza della nebbia, che per tutta la settimana aveva oscurato i nostri bellissimi paesaggi.
Giunti sul posto, e individuato il punto giusto dove poter scendere in acqua, i nostri amici hanno preparato i kayak, con tutte le attrezzature necessarie per godersi in sicurezza la giornata, ed hanno cominciato a pagaiare.
Da subito, le condizioni di visibilità non furono delle migliori. In molte zone la visuale non raggiungeva i cinquanta metri. Attraversata la Busa di Tramontana, uno dei rami finali del Po della Pila, le condizioni, dapprima del meteo, nonché della bassa marea, convinsero i nostri amici ad abbandonare le valli della laguna per evitare di arenarsi o, peggio, di perdere l’orientamento.
Percorrere la via delle valli della laguna, fu una scelta obbligata dalla nebbia, per evitare di incontrare imbarcazioni che potessero investire la comitiva a causa della scarsa visibilità.
Le valli infatti, conducono, attraverso un percorso panoramico, al faro di Punta Maistra, anche detto faro di Pila.
Per raccontare una piccola pillola storica su questo punto d’interesse polesano, bisogna sapere che la sua storia comincia nel 1885, ma qualche chilometro più indietro. Il faro originale, vide la luce nella cittadina di Pila, ma venne abbattuto dalle truppe tedesche durante la Seconda guerra mondiale. In sostituzione di quello più antico, ne venne costruito uno nuovo, quello odierno, che venne ubicato sullo sbocco del fiume.
Lasciando le valli, con molta attenzione, e con la fame che cominciava a farsi sentire, il nostro gruppo decise di seguire il corso della Busa di Tramontana, fino a giungere sulla spiaggia. Qui, affamati e desiderosi di sgranchirsi le gambe dopo ore trascorse a girare immersi nella nebbia, si godettero il pranzo, accompagnati da un buon prosecco.

Arrivati sulla terraferma, come potrete vedere dal video, la nebbia non accennava a diminuire. Per quanto, con la sua presenza, potesse creare un’atmosfera misteriosa, quasi cupa, il grigio che li circondava era quasi poetico. Grazie alla scarsa visibilità, l’udito sembrava essere più sviluppato e, facendo silenzio, sia durante la navigazione, che durante la pausa sulla spiaggia, ci si poteva godere dei rumori che solo la natura incontaminata può regalare. Il dolce pagaiare sull’acqua calma. Il fruscio della brezza sui canneti. Il cinguettio della beccaccia di mare e di tutti i volatili che frequentano il nostro delta. In altre occasioni avrei anche accennato all’armonioso infrangersi delle onde sulla spiaggia, ma, in quel giorno, sembrava che anche il mare fosse a riposo e che la natura volesse solo concederci i rumori più romantici del suo silenzio.
Amici, certe emozioni sono solo da vivere, quindi cosa aspettate a venire a trovarci?
La natura vi attende!
A presto Canottieri!