Bentornati amici canottieri! Con l’articolo odierno vogliamo omaggiare la crescita sportiva e professionale di cinque dei nostri tesserati. Il nostro presidente, più un nostro istruttore, Alessandro, insieme ad Ettore, Adrian e Matteo, lo scorso settembre hanno frequentato il corso SK Pagaia Azzurra. Questo, per aumentare …
L’ultimo giorno di settembre ha visto la canottieri Adria uscire in mare per il consueto appuntamento de “Il sabato nel delta“. In questa occasione, il nostro presidente ed Aristodemo, amico e assiduo frequentatore delle nostre escursioni, hanno organizzato un’uscita proprio per riscoprire le bellezze della …
Come molti di voi certamente sapranno, la nostra associazione è famosa per le sue escursioni. In passato gli sforzi dei nostri canottieri si sono incentrati maggiormente sulla città di Adria, e soprattutto sul nostro delta del Po. Quest’anno invece, grazie all’intraprendenza dei nostri amici, siamo riusciti ad organizzare un’uscita un po’ più particolare.
L’agosto 2023 è stato un mese indimenticabile per otto di noi appassionati della Canottieri Adria.
Il nostro Presidente insieme ad Ettore, un nostro associato residente a Bergamo, hanno organizzato un fine settimana di avventure, ad esplorare i pittoreschi laghi di Mezzola (a nord del lago di Como) e Sils, in Svizzera.
Questa è la storia di una gita che ha mescolato sport, amicizia e la bellezza della natura.
Con l’alba alle porte, l’emozione era palpabile mentre ci radunavamo presso la sede della Canottieri Adria. Eravamo carichi di aspettative per il viaggio che doveva cominciare. Con i kayak pronti e l’equipaggiamento meticolosamente controllato, partimmo diretti verso la nostra prima destinazione, il piccolo laghetto di Piona.
Arrivare sulle sponde del lago, dopo un viaggio di quattro ore in mezzo al traffico sembrò una boccata d’ossigeno. La vista del lago e della natura che lo circondava, fu la carica giusta per affrontare al meglio quella giornata.
Dopo aver scaricato le canoe e preparato il necessario per la discesa in acqua, l’avventura cominciò sul serio.
Una volta partiti, il nostro gruppo cominciò a navigare verso nord, immettendosi nelle acque del lago di Como. In questa parte del lago, forse per la scarsa affluenza di barche a motore, le acque erano particolarmente trasparenti, quasi cristalline. A quella vista devo ammettere che in più occasioni mi venne l’idea di fare un bel tuffo per rinfrescarmi, e sono convinto che questa tentazione abbia sfiorato anche alcuni dei miei compagni d’avventura. Ma essendo il percorso dell’escursione abbastanza lungo e impegnativo, dovemmo rinviare questa idea al momento in cui avremmo raggiunto il nostro obbiettivo sul lago di Mezzola.
Nel prosieguo del nostro viaggio, raggiungendo ancora più a nord la foce del fiume Adda, notammo un notevole cambiamento nel colore dell’acqua. Questa si era resa più torbida, la corrente più vigorosa e la temperatura dell’acqua era diminuita al punto da rinfrescare l’interno delle nostre canoe. Questo improvviso cambiamento invertì l’effetto sauna che il sole aveva creato all’interno dei nostri kayak fino poco prima.
La corrente d’acqua ci trascinò pian piano, ma sempre con l’aiuto delle nostre pagaie, verso l’imbocco di un altro canale, il fiume Mera che, una volta attraversato, ci avrebbe condotto dapprima in una riserva naturale, la Riserva Naturale del Pian di Spagna, per poi condurci definitivamente nel Lago di Mezzola.
Il paesaggio si presentava come un’armoniosa fusione tra l’uomo e la natura. Poche case sparse lungo la riva interrompevano il verde lussureggiante delle colline circostanti. Lungo il percorso, ci accompagnavano graziosi cigni, maestosi nei loro riflessi sull’acqua. La natura predominava, mentre una pagaiata dopo l’altra, circondati da tutta quella serenità, arrivammo al punto che segnava il giro di boa della nostra esperienza tra queste valli. Le cascate della Val Cavra, sulla sponda sinistra del lago di Mezzola.
Le cascate si offrirono come sfondo rilassante mentre la nostra gita arrivava ormai a metà, portandoci gradualmente verso il momento più atteso: la pausa pranzo. Immersi nella natura e lontano dalle griglie che tanto caratterizzano questo momento così conviviale tra i canottieri ospiti della nostra sede, dovemmo accontentarci di qualche panino e un paio di barrette energetiche; tuttavia, grazie all’ottima organizzazione del nostro presidente, abbiamo potuto gustarci un fresco brindisi con dell’ottimo prosecco, utile per recuperare le energie che il sole e i chilometri d’andata ci avevano sottratto.
Ripresi e ricaricati cominciammo a prepararci per tornare in acqua e prendere la via del ritorno. Ma questa volta con una motivazione più forte rispetto all’andata, ci seguivano delle nubi che sembravano tutt’altro che amichevoli. Non che un po’ d’acqua ci facesse paura, ma essere sorpresi da un bel temporale in mezzo al lago, non dev’essere proprio una bella esperienza.
Cominciò allora il nostro ritorno, che inizialmente prevedeva un giro panoramico della sponda destra del lago, per poi seguire al contrario il corso del fiume Mera, attraversando la Riserva Naturale del Pian di Spagna e una volta tornati sul lago di Como costeggiare i paesi di Gera Lario, Domaso e Gravedona per poi tagliare il lago e raggiungere di nuovo il punto di inizio, le sponde del laghetto di Piona, ma, per via del tempo avverso, fummo costretti a saltare queste tappe. Ottima scusa per rifare in futuro questa esperienza.
Durante il ritorno, fummo anche fortunati nel trovare un piccolo gruppo di cavalli che pascolavano lungo le rive del fiume, intensificando la nostra profonda connessione con la natura di questo luogo.
Raggiunte le acque del lago di Como, il cielo si mostrò inesorabile nei nostri confronti, e quel poco azzurro che rimaneva era proprio sopra le nostre teste; tutt’intorno, da nord a sud, con i tuoni che facevano già da sottofondo alla nostra uscita, le nubi temporalesche avevano ormai oscurato il cielo.
Le ipotesi erano due: o ci si fermava in attesa che il temporale passasse, o proseguire, da veri escursionisti, ed affrontare il destino. Potevamo noi, della canottieri Adria, esimerci da una tale sfida? Ovviamente no, quindi, a testa bassa, cominciammo a pagaiare per affrontare il più velocemente possibile, le acque ormai ingrossate del lago. Fu una bella sfida.
Contro la pioggia, che per fortuna quasi ci evitò; contro le onde del lago, che ad essere sincero e parlando per me, mi sorpresero, dato che non avevo idea che ci potessero essere onde così importanti all’interno di un lago; ma soprattutto, fu una grande sfida per le nostre braccia, che nonostante i quasi trenta chilometri riuscirono ad affrontare la tempesta e portarci al campeggio dove eravamo ospiti, e in barba alla fatica compiuta, dovettero resistere ancora per aiutarci a caricare le canoe sulle macchine, pronte per la partenza dell’indomani verso la Svizzera, e per montare le tende dove, da veri amanti dell’avventura, avremmo finalmente riposato.
Questo è il nostro primo giorno di escursione in terra lombarda. A giorni uscirà il racconto sull’esperienza nel lago di Sils. Quindi se siete interessati, rimanete sintonizzati!
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