Camping Nautico nel Delta – Primo Giorno

Camping Nautico nel Delta – Primo Giorno

Bentornati amici della Canottieri Adria. 

Ferragosto è il mese per eccellenza per le ferie in Italia. Tutto si blocca, e tutti, o meglio, la maggior parte dei lavoratori, si fiondano alla scoperta delle più belle località turistiche del nostro paese. Così anche la Canottieri Adria, con un gruppo di soci, ha approfittato della settimana di ferragosto per preparare un’avventura un po’ fuori dagli schemi. Questa nuova escursione voleva rievocare l’uscita dello scorso anno sulle sponde del lago di Como-Mezzola e del lago di Sils. Se non l’avete letta cliccate qui.

Sulla falsa riga di quell’avventura, i nostri amici hanno organizzato l’uscita con l’idea di partire da Barricata, risalendo tutto il Delta polesano. Arrivando al faro di Pila, fermandosi a Scanno Cavallari e terminando la navigazione circumnavigando l’isola di Albarella. Una pagaiata di due notti e tre giorni, in un’uscita quasi completamente “IN TO THE WILD”.

Cosi lunedì 12 agosto, il nostro gruppo di soci, nonché di amici, composto da Claudio e Luisa da Ravenna, Aristodemo da Migliarino, Ettore da Bergamo, e Stefano, Alessandro, Sergio e Luca da Adria, sono partiti all’avventura. Per un’esperienza di questo tipo, i partecipanti hanno dovuto allestire con particolare cura i propri kayak. Tre giorni in mezzo alla natura senza appoggio alcuno, sono rischiosi se non si pensa a tutte le eventualità che possono accadere. Ogni kayak infatti, era provvisto di almeno otto litri d’acqua, la tenda per affrontare le notti, cibo per tutti e tre i giorni, per ogni pasto, il cambio di vestiti, e l’occorrente per una navigazione sicura, oltre che ai necessari kit d’emergenza. 

Lasciate le macchine al sicuro, grazie alla disponibilità di Porto Barricata, che ha messo a nostra disposizione dei posti auto, il gruppo è partito da una piccola spiaggetta presso Busa del Morto, nella sacca di Scardovari. Località famosa per le sue cozze D.O.P..

Mappa 1 giorno
Percorso Primo Giorno

Usciti verso mare, superato Scanno Palo e la spiaggia delle conchiglie, il gruppo ha cominciato a risalire il Po di Tolle. Questa scelta fu presa per navigare in acque più tranquille, per non affaticare subito il gruppo, ma anche per godere a pieno dei percorsi che solo la laguna ci sa presentare. In queste zone, in questa laguna, la mano dell’uomo difficilmente arriva a disturbare il crescere della natura. Proprio per questo motivo, il Delta polesano, vanta ospitare un migliaio di diverse specie floristiche e più di quattrocento specie faunistiche. Con una grande presenza di volatili, che ne fanno meta ambita tra gli appassionati del Birdwatching.

Risalendo il Po di Tolle, e navigandone i canali, il gruppo ne ha esplorato ogni angolo rievocandone la storia. Infatti, prima di diventare la laguna selvaggia che conosciamo oggi, questa zona era un’isola. Fino alla prima metà del 1900, era un’isola adibita alla coltivazione del riso, nonché zona di caccia e pesca. Al nostro passaggio, in quello che era denominato Villaggio Bonelli, siamo riusciti a passare, grazie alla marea favorevole, presso l’ex tenuta Daccò, una delle aziende familiari che coltivava il riso in questi terreni, con gli edifici della tenuta che resistono ancora oggi ai segni del tempo. 

Girando per i canneti, una pagaiata dopo l’altra, il caldo e la fame cominciavano a far sentire la loro voce. Arrivò, quindi, il momento della pausa. Per recuperare le energie, la meta scelta fu la punta più a sud di Scanno del Bastimento. Dove sotto una costruzione, probabilmente costruita da qualche pescatore, hanno potuto brindare, cantare e riposare in armonia con la natura. Con la giusta carica di energia, recuperata grazie all’atmosfera rilassante, e dal connubio tra brezza del mare e pancia piena, il gruppo riprese la navigazione.

Entro sera, avrebbero dovuto raggiungere Scanno Boa, alla foce di Busa dritta, vicino al Faro di Pila, ove poter preparare le tende per passare la notte. Partendo, cominciarono a percorrere il corso di Busa Nuova fino a raggiungere il corso di Busa del Bastimento per poi, al largo di Scanno Canarin affrontare le onde del mare. Su questo percorso, con il sole alto sulle loro teste, e senza un filo d’ombra che potesse portare un leggero refrigerio alla loro navigazione, il gruppo cominciò a sentire il peso della giornata. Il mare dal canto suo non aiutava. Essendo una delle giornate più calde di questa estate, sembrava di navigare in un brodo. Ed un tappeto di mucillagine, accompagnò il gruppo di amici fino alla meta prestabilita.

Arrivati a Scanno Boa, dopo aver scelto la postazione migliore per posizionare le tende, hanno tirato in secca i kayak e cominciato ad allestire il campo per la notte. In questa posizione, si poteva vivere a pieno il legame con la natura, i telefoni non prendevano, ed il nostro, era l’unico gruppo di persone in zona. Queste condizioni, erano quanto di più si poteva desiderare per staccarsi dalla frenesia del mondo di tutti i giorni e vivere in simbiosi con la natura stessa. Ed a coronare una giornata già di suo perfetta, ci fu il cielo.

Si, perché essendo a ridosso della notte di San Lorenzo, e in mancanza di quell’inquinamento luminoso che disturba i cieli notturni delle nostre città, alzando gli occhi al cielo, si poteva godere dell’immenso tappeto stellato che ricopriva le loro teste. E, facendo attenzione, si potevano scrutare le stelle cadenti attraversare il cielo. Veloci. Ma, che con la loro grazia, sembravano accarezzare la volta celeste. In fin dei conti non serviva esprimere un desiderio, perché tutto ciò che potevano desiderare, era già lì per loro.  

Amici, questo è il racconto della prima parte del viaggio, se vi interessa la seconda parte, verrà pubblicata tra qualche giorno. 

Nel frattempo, restate sintonizzati! 

Intanto, Pagaie in Alto! 

A presto Canottieri! 

Camping Nautico


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