Pagaiata nella Laguna Veneta

Bentornati amici della canottieri Adria!
Con questo articolo, vogliamo raccontarvi dell’ultima uscita svolta da alcuni soci della nostra associazione, in questi ultimi giorni del mese di Aprile. Luca, Barbara, Marco, Stefano, Alessandro, Gianluca, Alberto, Rosito e Sergio, si sono ritrovati di buon’ora presso la nostra sede, per una trasferta fuori dal consueto giro nel Delta del Po.
Questa volta, infatti, il dito sulla mappa è finito per puntare la poco battuta Laguna Veneta. Un giro programmato per percorrere circa 16 chilometri, diventati poi quasi 22, per ammirare meglio la tranquillità di quelle acque.
A dire la verità, un motivo che ci ha spinto ad affrontare questo percorso, in fondo, c’era. Infatti, già un anno fa, una nostra escursione aveva affrontato questa zona, con non poche difficoltà.
Quel giorno, per l’appunto, tra il vento che soffiava a quasi 30 chilometri orari, e la bassa marea, il gruppo ne uscì a fatica, senza completare tutto il percorso prestabilito. Quindi, meritava la nostra rivincita.
Ma di che zona stiamo parlando?
La laguna veneta è molto vasta starete, giustamente, pensando.
La partenza prevista per questa rivincita è stata la spiaggia della Boschettona. Unico accesso al mare della provincia di Padova, con il passaggio presso quattro casoni ivi presenti. Per i non addetti ai lavori, un casone è un edificio rurale (con tetto spiovente, una volta ricoperto di paglia, con pareti in muratura), un tempo diffuso soprattutto nella campagna padovana e nell’area lagunare da Grado a Comacchio. Questi venivano utilizzati come abitazione, o come ricovero per attrezzi agricoli, fieno o imbarcazioni.
Una volta arrivati alla spiaggia e preparati tutto il necessario, il nostro gruppo di amici ha cominciato a pagaiare, sfruttando la salita della marea, verso il primo casone. Il primo a trovarsi lungo il percorso fu casone Millecampi. Una struttura che faceva parte di una vasta azienda agricola, dedita principalmente all’allevamento di bestiame e all’agricoltura, ma che nel corso del ‘900, con l’evolversi delle attività economiche nella zona, ha progressivamente perso la sua funzione e dagli anni ’80 era in stato di abbandono. Dal 2007 la struttura risulta essere stata affidata in concessione, al fine di valorizzare il turismo a basso impatto ecologico.

Continuando con il percorso, una pagaiata dietro l’altra, Casone Prime Poste risultava essere il secondo edificio lungo il tragitto dei nostri canottieri. Prime poste è una struttura in completo stato di abbandono, pericolante e che in passato sarebbe servito, in base alle poche informazioni fornite dal web, da avamposto di caccia o appoggio per i pescatori (se leggendo questo articolo pensi di saperne qualcosa in più, scrivilo nei commenti al termine dell’articolo).

Dopo le foto di rito, per immortalare le avventure dell’associazione, hanno continuato verso quello che sarebbe stata la terza tappa della giornata, (nonché luogo di fermata per la pausa pranzo), Casone Barenon.
Questa isola, e la struttura che ospita, è una storica costruzione lagunare che risalirebbe alla prima metà dell’’800, ed utilizzata come rifugio, deposito e attracco dai pescatori.
L’edificio, nonostante sia in stato di rovina, mantiene un’importante valore storico, durante la Seconda Guerra Mondiale, servì, anche, da rifugio per partigiani e famiglie ebree.
Dato l’importante valore di questo Casone, e il divieto di approdo per motivi di sicurezza, il gruppo di amici ha approfittato di un isolotto nelle vicinanze per rifocillarsi e recuperare le energie.
Proprio durante la pausa pranzo, il sole cominciò a farsi spazio tra quelle nuvole che, fino a quel momento, avevano accompagnato i nostri amici, illuminandoli così, per il resto del percorso.

Riposati e sempre più impazienti di raggiungere l’ultima tappa della giornata, forse la meta più importante, quella che valeva ogni pagaiata compiuta, sono ripartiti per raggiungere Casone Zappa.
Il Casone di Valle Zappa infatti, è una costruzione davvero unica. Edificato tra il 1923 e il 1928, si distingue per il suo stile ispirato alle fattorie nord-europee, con colori vivaci e una torre d’avvistamento che ricorda un faro. L’edificio era originariamente legato alla gestione della valle da pesca, una delle più estese della laguna. Ancora oggi mantiene intatto il fascino di quei tempi.
In passato ha ospitato figure illustri come Ernest Hemingway e Salvador Dalí, diventando perfino set cinematografico negli anni ’70.

Con l’arrivo presso questa struttura, terminava il percorso di andata e cominciava, di conseguenza, la lunga traversata per tornare alle macchine.
Il tragitto di ritorno è risultato essere molto più monotono rispetto alle più classiche valli del delta del Po attraverso i canneti. Ma con la compagnia del sole ad illuminare la via dei nostri canottieri, il cielo e l’acqua si fondevano in un abbraccio senza confini.
Le nuvole, che pian piano lasciavano spazio al cielo sereno, erano riflesse su un mare così calmo da sembrare irreale. Sembrava quasi di pagaiare dentro un immenso dipinto. Tutto intorno era silenzio, e l’unico suono era quello dell’acqua che batteva piano contro il kayak e di una leggera brezza che accarezzava il respiro dei nostri atleti.
Arrivati alla spiaggia, provati dallo sforzo, ma sereni nell’anima il gruppo si è congedato dalla laguna, tornando verso casa.
Ogni pagaia, ogni chilometro percorso, ogni escursione che condividiamo lascia un’impronta indelebile nei cuori dei nostri canottieri.
Un senso di tranquillità che solo immergendosi nella natura si può ottenere.
Perciò, scrivendo questo testo, vogliamo coinvolgervi maggiormente sulle nostre attività, in maniera che le sensazioni che proviamo arrivino anche al nostro pubblico, sperando siano la scintilla che faccia scattare in voi la voglia di provare questo affascinante (ed a volte faticoso) sport.
Ringraziamo i partecipanti, e soprattutto chi ha ideato quest’avventura. Amici, presto uscirà il video, quindi rimanete sintonizzati (se nel frattempo volete vedere le altre avventure, clicca qui)
Ovviamente la rivincita risulta compiuta!
Nel frattempo, sempre Pagaie in Alto!
A presto Amici!
Leggi il nostro ultimo articolo su un luogo storico del nostro territorio: Le dune fossili di Rosada
